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Corporate image e Corporate identity erano due
parole pressochè sconosciute quando si incominciò
a realizzare nel 1974 l' immagine coordinata della
Banca Cattolica del Veneto.
Erano da poco finite le famose campagne
"Scusate, abitualmente vesto Marzotto..." il Design
e il Graphic Design italiano avevano ottenuto
riconoscimenti in tutto il mondo. I lavori di Vignelli,
Noorda, per citare solo alcuni, erano presi come
modello. Il principio, importato dagli USA, di
curare ogni comunicazione visiva di una azienda,
come un tutt'uno, come qualcosa che tenesse
conto di ogni espressione precedente e che
interagisse con la successiva, stava da poco
prendendo piede presso le aziende italiane.
Erano un esempio, Brionvega, Olivetti, Cassina,
Dreher, La Rinascente...dal lettering tipografico
alla letteratura aziendale, dall' advertising al
packaging, dal prodotto al punto vendita, tutto
doveva essere perfettamente coordinato.
E le banche italiane (quelle inglesi e americane
si erano già date una mossa da tempo) cosa
facevano? Niente. O poco e male.
Dovemmo instillare questo nuovo concetto nelle
menti di bancari abituati da sempre a
comunicare con il pubblico in "bancherese"!
Fortunatamente non eravamo soli. All'interno
della banca c'erano alcuni "illuminati" che
miravano alla realizzazione di una banca che
fosse con le dovute tarature, simile al modello
anglosassone. Fu una grande, stimolante,
collaborazione che durò fino alla fusione con
il Banco Ambrosiano, nel 1990.
Incominciammo con un piano strategico che
comprendeva una campagna pubblicitaria su tutti
i mezzi, un programma di restyling di tutti i 150
sportelli e un restyling degli assegni e di tutta
la modulistica.
Obiettivi della campagna: Creare simpatia,
dimostrare che la BCV è la banca più grande del
Veneto, iniziare il vasto pubblico ai servizi che una
banca può dare. Quest'ultimo obiettivo sembra
lapalissiano, ma fino a quel momento nessuno aveva
pubblicamente dichiarato in modo chiaro, vantaggi
e svantaggi nell'uso dei vari servizi. Che c'era di
meglio allora, di illustrazioni "alla Folon"?
Annunci, manifesti, posters, con un simpatico omino
creavano per la prima volta, un simpatico approccio
con un pubblico a dir poco diffidente. Fu realizzato
anche un film d'animazione per il circuito delle sale
cinematografiche di tutte le Tre Venezie.
"La grande banca anche nella piccola filiale" fu
una campagna di grande successo e segnò l'inizio
di una decisa svolta in Italia, della comunicazione
delle banche. Fecero seguito altre campagne con lo
stesso stile foloniano per alcuni anni, poi assieme
alla direzione della comunicazione della banca
decidemmo per un cambiamento.
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